Non so perchè, ma è diventata una specie di ossessione!
The annoying Orange (video 4-5)Non so perchè, ma è diventata una specie di ossessione! Aggiungi commento
Risposta ad un amicoIo non è che ce l'ho col nucleare, ce l'ho con chi dice che esiste soltanto un determinato modo per risolvere certi problemi; il nucleare è il modo più semplice, quello più controllabile, quello dove si specula di più, quello dove si possono fare meglio i favori agli "amici" e via via potrei andare avanti per ore. Non sono un tecnico-specifico, ma non serve essere un nobel per capire che se negli States e in tutto il mondo, la tendenza va verso l'opposto, qualche domanda è lecito farsela; c'è di più: se solo avessimo i coglioni per farlo, questo problema lo avremmo risolto già da un pezzo, ma, dal momento che investire più di quanto già non si faccia su RINNOVABILE, è meno comodo rispetto al nucleare, la "visione a lungo", il tanto decantato PNI (Piano Energetico Nazionale) non si fa nè oggi nè mai, almeno in Italia.
Man of good fortuneCol Lokomotiv ed a ritmo di Electro si chiude il ciclo, almeno in teoria; Settembre 2003-Gennaio 2010: triennale, specialistica, esame di stato e molto, molto di più. Grazie ragazzi, grazie ancora una volta, non finirò mai di dirvelo; e viene il momento di mettere in moto la macchina, salutare Enri prima che scappi a Parigi: ci rivedremo lì o rivedrò Bologna, è difficile che riveda entrambe le cose insieme, lo so. Grande Colin, sei un grande! Mi accendo una sigaretta prima di andare per via Saragozza, poi me ne vado verso Ancona con Lou Reed, di questi tempi, di gran lunga la mia miglior "riscoperta". Arrivederci Bologna, tanto lo so che ci rivediamo. LinuxVisto che per il 14 toccherà saperne "a pacchi" (e l'11 "a superpacchi"), per chi non conoscesse la storia, la pubblico qui: Linux (o GNU/Linux) è un sistema operativo libero di tipo Unix (o unix-like) costituito dall'integrazione del kernel Linux con elementi del sistema GNU e di altro software sviluppato e distribuito con licenza GNU GPL o con altre licenze libere. Linux è, in realtà, il nome del kernel sviluppato da Linus Torvalds a partire dal 1991 che, integrato con i componenti già realizzati dal progetto GNU (compilatore gcc, libreria Glibc e altre utility) e da software di altri progetti, è stato utilizzato come base per la realizzazione dei sistemi operativi e delle distribuzioni che vengono normalmente identificate con lo stesso nome. Secondo Richard Stallman, fondatore del progetto GNU, e secondo la Free Software Foundation, la dicitura Linux (senza prefisso "GNU/") per l'intero sistema operativo sarebbe erronea, in quanto il nome Linux è attribuibile al solo kernel e il sistema, strutturato a partire dai componenti dell'originale progetto GNU, dovrebbe più propriamente chiamarsi GNU/Linux. Secondo altri e secondo l'uso della maggior parte degli utenti e degli sviluppatori e delle società coinvolti nello sviluppo del sistema operativo e del software ad esso collegato, il nome Linux è ormai divenuto sinonimo di sistema "Linux based", cioè di sistema basato sul kernel Linux (vedi anche Controversia sul nome GNU/Linux) Il nome Linux, a dispetto dell'assonanza tra il nome dell'ideatore e quello del sistema (LINus UniX), è da attribuire a Ari Lemke, l'amministratore che rese per primo disponibile Linux su Internet via FTP. In particolare, Linux era il nome della directory in cui risiedevano i file del nuovo sistema operativo. Il nome scelto da Torvalds era Freax, una combinazione tra "free", "freak" e "x", per indicare la caratteristica di un sistema Unix-like. Molto conosciuto nell'uso server, Linux gode del supporto di società come IBM, Sun Microsystems, Hewlett-Packard, Red Hat e Novell ed è usato come sistema operativo su una gran varietà di hardware; dai computer desktop ai supercomputer, fino a sistemi embedded come cellulari e palmari, e ai netbook. È anche un componente indispensabile del software per server LAMP, che ha raggiunto un'ampia popolarità tra gli sviluppatori web e che è presente nella maggior parte dei server di tutto mondo. Con l'evoluzione di ambienti desktop come KDE e GNOME, il sistema offre una interfaccia grafica simile a quella di Microsoft Windows o di Mac OS X, più vicina alle esigenze degli utenti meno esperti, rendendo il passaggio da un sistema all'altro meno traumatico. Il kernel Linux vede la luce nel 1991 grazie al giovane studente finlandese Linus Torvalds che, appassionato di programmazione, era insoddisfatto del sistema operativo Minix (sistema operativo unix-like destinato alla didattica, scritto da Andrew Tanenbaum, professore ordinario di Sistemi di rete all'università di Amsterdam), poiché supportava male la nuova architettura i386 a 32 bit, all'epoca tanto economica e popolare. Così Linus decise di creare un kernel unix con lo scopo di divertirsi e studiare il funzionamento del suo nuovo computer, che era appunto uno 80386. Inizialmente, Linux (il sistema operativo basato sul kernel programmato da Linus) per girare utilizzava, oltre al kernel di Linus, lo userspace di Minix. Successivamente, Linus decise di rendere il sistema indipendente da Minix, anche perché non ne gradiva la licenza che lo rendeva liberamente utilizzabile solo a fini didattici e decise, quindi, di sostituire quella parte del sistema operativo col software del progetto GNU. Per fare ciò, Linus doveva cambiare licenza e adottare la GPL, che tra l'altro considerava buona per il suo sistema operativo a prescindere dal software GNU stesso. E così la licenza cambiò in GPL. Linux, all'inizio, era un semplice emulatore di terminale scritto in C e assembly, e non aveva bisogno di appoggiarsi a un sistema operativo. L'emulatore di terminale avviava e gestiva due thread: uno per mandare segnali alla porta seriale, uno per riceverli; quando poi Linus ebbe bisogno di leggere e scrivere file su disco, questo emulatore fu esteso in modo che potesse gestire un filesystem. Lentamente, questo programma si trasformò in un intero kernel in grado di gestire un sistema operativo e Linus iniziò a documentarsi sulle specifiche POSIX, chiedendo assistenza sul newsgroup messaggio del 25 agosto 1991. La prima versione del kernel Linux, la 0.01, fu pubblicata su Internet il 17 settembre 1991 e la seconda nell'ottobre dello stesso anno. Torvalds preferiva chiamare Freax il kernel a cui stava lavorando ma Ari Lemke, assistente alla Helsinki University of Technology che gli aveva offerto lo spazio FTP per il progetto (ftp.funet.fi), preferì assegnare alla subdirectory dedicata il nome alternativo di lavorazione Linux.[1] Sin dalla versione 0.01 si poteva compilare e far partire la shell GNU Bash. All'inizio era richiesto un computer con Minix per configurare, compilare e installare Linux (fino alla versione 0.10, la 0.11 poteva essere compilata da linux stesso), perché usava il filesystem del sistema sul quale si appoggiava. Presto i sistemi Linux superarono Minix in termini di funzionalità: Torvalds e altri sviluppatori della prima ora di Linux adattarono il loro kernel perché funzionasse con i componenti GNU ed i programmi in user-space per creare un sistema operativo completo, pienamente funzionante e libero. Nella primavera del 1992 l'hacker Orest Zborowski riuscì a rendere eseguibile il server X sulla versione 0.12 di Linux. Per far ciò, Orest dovette implementare tutta la struttura degli Unix Domain Socket indispensabili a X Window e quindi un primo livello socket sul quale venne poi costruita tutta l'infrastruttura di rete di Linux. In realtà, il tutto era imbastito in maniera un po' caotica e non era ben integrato all'interno del kernel ma Linus accettò comunque la patch perché con essa era possibile sia utilizzare X, sia utilizzare tale infrastruttura per dotare Linux di uno stack di rete. Entusiasta della novità, Linus rilasciò, dopo la versione 0.13, la versione 0.95, senza pensare a tutti i problemi di sicurezza che la rete avrebbe comportato. Per rimediare alla leggerezza, nei due anni che trascorsero dalla 0.95 alla 1.0, Linus dovette utilizzare sia un ulteriore numero per indicare il livello di patch sia le lettere dell'alfabeto (sino alla versione 0.99.15Z, 0.99 15º livello di patch, revisione Z). Oggi Torvalds continua a dirigere lo sviluppo dei kernel, mentre altre parti del sistema, come le componenti GNU, sono sviluppate separatamente. Il compito di fornire un sistema integrato, che combina tutte le componenti di base con le interfacce grafiche (come per esempio GNOME o KDE, che a loro volta si basano sulla presenza dell'X Window System) e con il software applicativo, viene ora svolto dalle distribuzioni. Nel 1996 fu scelto come logo ufficiale di Linux un pinguino disegnato da Larry Ewing e ad esso venne dato il nome di TUX come abbreviazione di Torvalds UniX; altre fonti sostengono si tratti dell'abbreviazione di TUXedo, termine statunitense che indica lo smoking, riferendosi alla livrea bianca e nera dei pinguini (che è d'altronde più comunemente paragonata per il suo aspetto al frac, cui il termine tuxedo, pure con diversi significati in vari paesi, non fa mai riferimento). Linux è molto usato soprattutto come server in ambienti di produzione o in dispositivi embedded (PVR, telefoni ecc.) ma ha tuttora una scarsissima diffusione in ambiente desktop. Anche l'iniziale ampia diffusione sui netbook ha lasciato il passo a Windows XP, pur mantenenedo una quota di penetrazione significativamente superiore a quella dei pc desktop/notebook. Per quanto riguarda il kernel vero e proprio, Torvalds a settembre 2009 ha dichiarato che esso è diventato troppo "grasso".[2]
A sinistra Stallman, "padre di GNU" e della F.S.F., a destra Linus Torvalds, da cui prende il nome Linux appunto Per la gioia dei "leggerini"Ubriacarsi senza mal di testa e senza paura di danneggiare il fegato, mantenendo inalterato il gusto e l'effetto ebbrezza? Tra poco forse sarà possibile grazie all'invenzione di un alcol sintetico che promette una rivoluzione nel futuro delle bevande. Secondo il Telegraph, l'invenzione arriva dall'Imperial College di Londra ed è firmata dal controverso David Nutt, psichiatra, neuro farmacologo e consulente governativo recentemente allontanato dalla sua carica dopo forti polemiche attorno ad alcuni suoi pareri su cannabis ed ecstasy, da lui considerati meno dannosi di alcol e tabacco. Basato sulle benzodiazepine che già hanno regalato al Valium la sua popolarità mondiale, l'alcol sintetico agisce sul sistema nervoso regalando le stesse sensazioni di benessere e relax dell'alcol tradizionale. La sua azione però non si estende al sistema motorio ed i suoi effetti non generano pericolosa dipendenza. Inoltre, la sua capacità di essere rapidamente rimosso dall'organismo, consentirà di realizzare una ipotetica pillola in grado di "spegnere" istantaneamente effetti quali stato confusionale e tasso alcolico. Una sorta di antidoto che consente di mettersi alla guida dopo aver bevuto e tornare serenamente a casa senza timore di incidenti e punti persi sulla patente. Il team di scienziati che lavora con David Nutt è ora alla ricerca della miscela giusta di benzodiazepine per arrivare alla formula finale. Il liquido sarà anche completamente insapore, così da essere utilizzato come base per qualsiasi bevanda alcolica, eliminando definitivamente la necessità di utilizzare l'alcol tradizionale. Ma cosa accadrà all'etanolo (questo il nome chimico del comune alcol in commercio)? Secondo Nutt potrà essere utilizzato per produrre carburante a basso costo: non si butta via niente. Con questi presupposti, sembrerebbe ovvio che questa invenzione diventi immediatamente una priorità a cui dedicare attenzioni e risorse da tutto il mondo. Attualmente però nessuna delle industrie di alcolici sembra aver dimostrato interesse. Nutt si augura che la sua ricerca possa essere supportata e sponsorizzata da qualche governo, visti anche i costi sociali che l'alcol genera ogni anno. A tal proposito, negli ultimi anni, secondo l'ISTAT, i giovani italiani si stanno progressivamente spostando verso un modello di consumo di alcol vicino ai paese Nord Europei, in cui l'alcol cambia da semplice corredo ai pasti a frequente bevanda fuori pasto, con un aumento del consumo di superalcolici rispetto al consumo di vino. Sempre secondo ISTAT, sono quasi nove milioni gli italiani che durante l'anno tengono almeno un comportamento a rischio nell'uso di bevande alcoliche. Se davvero riuscirà a raggiungere il mercato e non rivelerà risvolti inaspettati per la salute, l'invenzione di Nutt disegna un futuro in cui l'alcol si libera dei suoi problemi, diventando esclusivamente piacere di vita. Certo è che, se da un lato la notizia conforta per i suoi possibili risvolti benefici su tutta la società, dall'altro spaventa l'idea di pasteggiare con un misterioso composto chimico basato sulle sostanze che costituiscono gli psicofarmaci (le benzodiazepine, appunto). In attesa di capire cosa accadrà all'alcol sintetico, forse l'invenzione più grande sarebbe la presa di coscienza di come andrebbe consumato in modo coscienzioso un impagabile bicchiere di vino.
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